Un trabocco al tramonto, con antenne e reti calate in mare
Un trabocco al tramonto, con antenne e reti calate in mare. Foto: Angelita Simone · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Guardando il mare da questa parte di costa, prima o poi ne notate uno: una struttura di legno che si allunga sull'acqua, con due lunghi bracci aperti sopra la superficie. È un trabocco. Fra Ortona e il confine con il Molise ce ne sono parecchi, al punto che questo tratto di Adriatico ha preso il nome da loro.

Non è un pontile, è una macchina

Il trabocco è una macchina da pesca da riva. Una piattaforma su palafitta, ancorata alla scogliera tramite una passerella di assi fissate con picchetti conficcati nella roccia, si protende sull'acqua; da lì partono lunghi bracci chiamati antenne, che reggono una grande rete quadra calata in mare. Tutto il resto è l'apparato pescante: cavi, reti, carrucole, antenne e antennine manovrate da un argano, che serve a sollevare la rete quando è piena di pesce.

Il legno usato tradizionalmente è l'acacia spinosa, molto elastico e resistente alla salsedine. È una scelta che spiega parecchio di questi manufatti: non si costruiva per durare cent'anni, si costruiva per resistere alle mareggiate e per poter riparare in fretta quello che il mare rompeva.

Costruiti da contadini, non da marinai

La cosa che sorprende di più è chi li ha inventati. Non marinai o pescatori esperti, ma uomini di terra: contadini che, per necessità, hanno trovato il modo di pescare senza affrontare il mare aperto. Il trabocco nasce da questa diffidenza pratica verso l'acqua, ed è per questo che assomiglia più a un attrezzo agricolo montato sugli scogli che a un'imbarcazione.

Quanto siano antichi non è chiaro fino in fondo. Gli studi indicano che nel 1240 i trabocchi erano già presenti lungo la costa; c'è anche chi li fa risalire ai Fenici, ma è un'ipotesi suggestiva più che una certezza documentata. Strutture simili si incontrano lungo l'Adriatico da Chioggia al Gargano, ma è qui, da Ortona in giù, che la densità diventa altissima.

La struttura di legno di un trabocco vista da vicino
La struttura di legno di un trabocco vista da vicino. Foto: Syrio · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Come si pescava dall'alto

Quella del trabocco è una pesca a vista. Il pescatore sta sopra, controlla la rete immersa nelle correnti e aspetta: la conformazione della costa convoglia i branchi verso gli anfratti, e quando passano sopra la rete è il momento. Servono più persone contemporaneamente, almeno due di vedetta per avvistare il pesce e almeno due all'argano per issare la rete in fretta. Se si perde l'attimo, il banco è già oltre. Detta così sembra semplice; in realtà è un mestiere fatto di ore di attesa e di pochi secondi di lavoro vero.

Da strumento di lavoro a ristorante

Una legge regionale del 1994 ha riconosciuto i trabocchi come patrimonio ambientale e culturale, e da lì è partito il recupero. I comuni interessati, da Ortona a San Salvo passando per San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto, hanno rimesso in piedi le strutture superstiti: quasi tutte oggi ospitano un ristorante. Solo tre conservano la funzione originaria di pesca, il Lupone, il Turchino e il Gnagnarella, e sono gli unici vincolati dalla Soprintendenza.

Anche la ristorazione è regolata. Una legge regionale del 2019 fissa limiti precisi di capienza e di superficie e vieta gli interventi di trasformazione edilizia che non siano strettamente necessari alla conservazione. Tradotto: un trabocco-ristorante resta un trabocco e non può diventare un locale qualsiasi costruito sul mare. È il motivo per cui, mangiandoci, si continua a sentire il legno muoversi sotto i piedi e si vedono ancora rete e argano al loro posto.

Per vederli da vicino senza auto usate la Via Verde: la ciclabile corre a filo di costa e passa accanto a molti trabocchi. A piedi funziona uguale, anche solo per un tratto breve.

Uno dei più vicini a noi è il Trabocco Punta Cavalluccio; per un quadro d'insieme c'è la pagina sulla Costa dei Trabocchi. E se volete sapere cosa si mangia una volta saliti, ne abbiamo scritto in cosa mangiare sulla Costa dei Trabocchi.

Dormire davanti ai trabocchi

L'appartamento è a pochi minuti dalla costa dove i trabocchi sono ancora in piedi. Terrazza con vista, parcheggio gratuito e la Via Verde a portata di bici.